BIANCADE - San Giovanni Battista (24 giugno)
Chiesa parrocchiale, + 1563
Via P. Bordon, 3 - 31056 - Com. Roncade, prov. Treviso, km 11 -
tel. 0422/84.90.12
R.P.G. n. 186 - 22.09.87

Parroco: Volpato don Giuseppe, 1999.
parroco(at)biancade.com
 
Comunità Parrocchiale
San Giovanni Battista di Biancade (TV)
ultimo aggiornamento: mercoledì 25 gennaio 2012

Home Page

Informazioni

 

DOMENICA 29 GENNAIO 2012 - GIORNATA DELLA PACE -

Domenica 29 gennaio, i bambini del catechismo, lasceranno che i loro colorati palloncini, ai quali è attaccato un messaggio, un pensiero di pace, si innalzino nell’azzurro cielo, per essere trasportati dalla brezza in lontani paesi. Questa manifestazione, che si ripete da alcuni anni, vuole coinvolgere i bambini nel pensiero della pace e della giustizia. Il tema suggerito dal papa Benedetto XVI, il primo giorno dell’anno corrente è stato appunto: educare i giovani alla giustizia ed alla pace. Questa educazione nasce nella famiglia e successivamente nella comunità che a vari livelli, cerca di trasmettere alle nuove generazioni dei valori, tra i quali fondamentali la giustizia e la pace. Questi palloncini, liberi nel cielo, con i loro semplici ed innocenti messaggi, sono ad indicare che la pace è un dono, dono di Dio, perché l’uomo quando confida nelle sue sole forze e capace di grandi tragedie. Questa semplice e simpatica manifestazione, interroga anche noi adulti che dobbiamo essere credibili testimoni dei valori che vogliamo affermare. Per un cristiano adulto e per tutta la comunità parrocchiale, la bussola del nostro agire è la parola di Gesù. “ beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”Mt 53-12.

 

Cosa significa essere operatore di pace ?  Prima di tutto cercare la pace con noi stessi che significa anzitutto possederla in sé. Pace perfetta con Dio vivendo con amore filiale i suoi comandamenti, pacificando il cuore e i desideri personali nell’adesione amorosa al volere divino, in modo che non vi siano più dissensi tra la volontà dell’uomo e quella di Dio. Pace perfetta con i fratelli adempiendo il precetto di Cristo: « state in pace tra voi » (Mc 9,50), « amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati » (Gv 15, 12).

Pace con il prossimo: il Concilio Vaticano II ricorda che non si può essere autentici « pacifici », ossia fautori di pace, senza sacrificio personale. Come Cristo si è immolato per riconciliare gli uomini col Padre, per distruggere l’odio, per donare ai credenti lo Spirito di amore, così il cristiano deve essere costruttore di pace pagando di persona. Il discepolo di Gesù non può aspettare che siano gli altri a fare la pace e tanto meno può esigere che la pace sia fatta a spese altrui, ma deve prenderne l’iniziativa spianando ai fratelli la strada, rinunciando in loro favore ai suoi interessi e anche ai suoi diritti personali quando questi ostacolano, urtano o intralciano quelli altrui. Chi di fronte ad un ambiente, ad una comunità o alla società in lotta, si chiude nel proprio guscio, lasciando che gli altri contendano tra loro e accontentandosi di sperare che qualcuno li metta finalmente in pace, non è pacifico, ma egoista. L’autentico pacifico non può godere pace se intorno a sé c’è guerra. Egli scende in lizza non tanto per rimproverare i contendenti o per predicare la pace, quanto per fare in pratica tutto quello che può dipendere da lui per promuovere la pace e non retrocede quando ciò esige il sacrificio personale. Del resto il cristiano autentico, che ha nel cuore e nel volto la pace di Dio, è di per sé un fautore di pace, il suo gesto, la sua parola hanno un’efficacia particolare per calmare gli animi, per sedare le contese, per comporre le liti.

Il magistero della Chiesa ha ben chiaro che la pace nasce dalla giustizia: senza giustizia c’è solo la pace imposta, la pace del più forte. La pace è dono, è relazione umana, è comprensione, è rispetto dell’altro e della sua dignità di figlio di Dio. Per questo non dobbiamo stancarci di pregare per la pace, per chiedere allo Spirito che illumini il nostro agire e quello dei responsabili dei loro Popoli.

Sta anche a noi come singoli e comunità far conoscere ai responsabili delle Istituzioni il nostro pensiero, la nostra voce, la nostra richiesta di giustizia e pace.

Per questo tanti cattolici italiani chiedono al Governo in carica di rinunciare a spendere 15 miliardi di euro per l’acquisto dei cacciabombardieri F-35. Certo, questo contratto è stato stipulato dai governi precedenti e con la mentalità del mondo, nulla da eccepire, ma alla luce del messaggio Evangelico qualche domanda dobbiamo formularla.

Con queste sofisticate macchine di morte che comunque dopo qualche anno saranno obsolete, chi dobbiamo bombardare ?

In un momento di grave crisi economica, tutti quei soldi non meritano migliore impiego ? Con il costo di un solo caccia si potrebbero aprire 143 asili nido che impiegherebbero almeno 2.000 tra educatrici ed assistenti: questo è il futuro, crescere le nuove generazioni senza queste armi micidiali.

Paolo VI affermava: “quando tanti popoli hanno fame, ogni estenuante corsa agli armamenti diviene scandalo intollerabile. Noi abbiamo il dovere di denunciarlo”.

 

Facciamo nostra questa esortazione e … buon volo di pace palloncini di Biancade.

 

Stefano Salvian

 

Home Page

Comunità Parrocchiale di Biancade.
Copyright © 2012 Parrocchia di Biancade. Tutti i diritti riservati.