BIANCADE - San Giovanni Battista (24 giugno)
Chiesa parrocchiale, + 1563; - abit. n. 2.850.
Via P. Bordon, 3 - 31030 - Com. Roncade, prov. Treviso, km 11 -
tel. 0422/84.90.12.
R.P.G. n. 186 - 22.09.87

Parroco: Volpato don Giuseppe, 1999.
 
Comunità Parrocchiale
San Giovanni Battista di Biancade (TV)
ultimo aggiornamento: lunedì 07 gennaio 2008

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Giornata della Pace 2005

Domenica, 30 gennaio 2005, dopo la Santa Messa delle ore 9.30, decine e decine di colorati palloncini saliranno verso il cielo per portare semplici pensieri di pace che i bambini della comunità parrocchiale avranno scritto, attaccato e affidato a questi eterei messaggeri.

Un semplice gesto per parlare, riflettere ed educare alla pace. Il proposito di una comunità che vuole vivere il messaggio cristiano con maggiore adesione e vigore.

La pace è un valore umano e universale, condivisibile anche da tutta la società civile di Biancade.

Il cristiano riconosce che la pace è Dono di Dio. Un dono prezioso da ricercare, da chiedere con insistenza con la preghiera. La preghiera diventa dialogo con Dio Padre: per ringraziarlo e per  chiedere che mai si stanchi di guidare la storia umana. Spesso l’umanità ha pensato di non aver bisogno di Dio. Dall’antichità ai nostri giorni è stato un susseguirsi di guerre sempre più feroci. Nuove armi sempre più potenti e distruttive: enormi ricchezze consumate per costruire le macchine di morte.

Sette secoli prima della venuta di Cristo il profeta Isaia, fidandosi della parola di Dio vedeva un mondo nuovo: “ Dalle loro spade forgeranno aratri e dalle loro lance falci; una nazione  non alzerà più la spada contro un’altra e non praticheranno più la guerra”. Quanta attualità in quelle parole.

Tra terrorismo, guerre preventive, integralismi si smarrisce la fiducia in un futuro migliore e c’è la tentazione di arrendersi davanti al male.

Il cristiano, fratello tra fratelli è portatore e speranza di un mondo nuovo, perché si affida fiducioso al Cristo Figlio di Dio.

Beati quelli che operano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio”.

Questa è l’esortazione di Cristo Gesù sorgente d’amore per ogni uomo.

Come possono allora il singolo e la comunità cristiana diventare operatori di pace e di bene ?

Con una continua conversione del cuore accompagnata da una crescita culturale ed umana.

Significa approfondire la conoscenza della Parola di Dio, vera ed unica luce, presente nella nostra vita con la morte e la resurrezione del Cristo diventato Sommo Sacerdote nell’Eucarestia.

Trasformare questa Grazia donataci in comportamenti coerenti, di bene, cominciando dalla famiglia. L’ascolto, l’aiuto, il dialogo, il rispetto, un gesto affettuoso tra coniugi e con i figli rendono la famiglia Chiesa domestica, prima cellula per educare ed educarsi alla pace. Soprattutto nelle famiglie in difficoltà dove la pace resta alla porta.

Impegno nella comunità parrocchiale, dove ogni persona si senta accettata ed amata. Comunità di Fede dove i diversi carismi, capacità, abilità  siano sempre al servizio di tutti.

Responsabilità come servizio, ricerca nelle diverse opinioni e sensibilità di ciò che unisce, mai di quello che divide. Il coraggio di una parola che cerca sempre la verità, mai ferisce, ma sempre consola, incoraggia.

Alzare lo sguardo all’attuale situazione del mondo, essere attenti e vigili alle leggi che gli Stati si danno.

Il Santo Padre ci esorta e ci insegna che la pace nel mondo contemporaneo si fonda nella ricerca e nella realizzazione di alcuni valori.

Coltivare il bene comune: creare quell’insieme di condizioni sociali fondate sulla giustizia che consentono e favoriscono lo sviluppo integrale della persona.

La libertà: di espressione, di pensiero, ma anche libertà dal bisogno. Alla maggioranza degli uomini è negata l’istruzione, il lavoro, la salute, l’alimentazione, l’acqua.

L’uso dei beni della terra: i beni creati devono pervenire a tutti con equo criterio, guidati dalla giustizia e dalla carità. Preoccupandoci di lasciare alle generazioni che verranno le meraviglie del creato delle quali anche noi godiamo. Globalizzare non solo i profitti, spesso il frutto dello sfruttamento di milioni di uomini, ma rendere accessibili a tutte le Nazioni la conoscenza scientifica e il progresso tecnologico.

Spetta ad ogni cristiano coltivare la speranza e l’impegno per l’edificazione di un mondo migliore, giusto, libero, di pace.

Solo così la parola pace non sarà un vuoto slogan, ma avrà valore e motivo d’essere ripetuta nelle svariate lingue della famiglia umana. Pace, peace, paz, paix, frieden, shalom, salam.

Stefano Salvian

 

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