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Domenica, 30 gennaio 2005, dopo la
Santa Messa delle ore 9.30, decine e decine di colorati
palloncini saliranno verso il cielo per portare semplici
pensieri di pace che i bambini della comunità parrocchiale
avranno scritto, attaccato e affidato a questi eterei
messaggeri.
Un semplice gesto per parlare,
riflettere ed educare alla pace. Il proposito di una
comunità che vuole vivere il messaggio cristiano con
maggiore adesione e vigore.
La pace è un valore umano e
universale, condivisibile anche da tutta la società civile
di Biancade.
Il cristiano riconosce che la pace è
Dono di Dio. Un dono prezioso da ricercare, da chiedere con
insistenza con la preghiera. La preghiera diventa dialogo
con Dio Padre: per ringraziarlo e per chiedere che mai si
stanchi di guidare la storia umana. Spesso l’umanità ha
pensato di non aver bisogno di Dio. Dall’antichità ai nostri
giorni è stato un susseguirsi di guerre sempre più feroci.
Nuove armi sempre più potenti e distruttive: enormi
ricchezze consumate per costruire le macchine di morte.
Sette secoli prima della venuta di
Cristo il profeta Isaia, fidandosi della parola di Dio
vedeva un mondo nuovo: “ Dalle loro spade forgeranno
aratri e dalle loro lance falci; una nazione non alzerà più
la spada contro un’altra e non praticheranno più la guerra”.
Quanta attualità in quelle parole.
Tra terrorismo, guerre preventive,
integralismi si smarrisce la fiducia in un futuro migliore e
c’è la tentazione di arrendersi davanti al male.
Il cristiano, fratello tra fratelli è
portatore e speranza di un mondo nuovo, perché si affida
fiducioso al Cristo Figlio di Dio.
“Beati quelli che operano per la
pace, perché saranno chiamati figli di Dio”.
Questa è l’esortazione di Cristo Gesù
sorgente d’amore per ogni uomo.
Come possono allora il singolo e la
comunità cristiana diventare operatori di pace e di bene ?
Con una continua conversione del cuore
accompagnata da una crescita culturale ed umana.
Significa approfondire la conoscenza
della Parola di Dio, vera ed unica luce, presente nella
nostra vita con la morte e la resurrezione del Cristo
diventato Sommo Sacerdote nell’Eucarestia.
Trasformare questa Grazia donataci in
comportamenti coerenti, di bene, cominciando dalla famiglia.
L’ascolto, l’aiuto, il dialogo, il rispetto, un gesto
affettuoso tra coniugi e con i figli rendono la famiglia
Chiesa domestica, prima cellula per educare ed educarsi alla
pace. Soprattutto nelle famiglie in difficoltà dove la pace
resta alla porta.
Impegno nella comunità parrocchiale,
dove ogni persona si senta accettata ed amata. Comunità di
Fede dove i diversi carismi, capacità, abilità siano sempre
al servizio di tutti.
Responsabilità come servizio, ricerca
nelle diverse opinioni e sensibilità di ciò che unisce, mai
di quello che divide. Il coraggio di una parola che cerca
sempre la verità, mai ferisce, ma sempre consola,
incoraggia.
Alzare lo sguardo all’attuale
situazione del mondo, essere attenti e vigili alle leggi che
gli Stati si danno.
Il Santo Padre ci esorta e ci insegna
che la pace nel mondo contemporaneo si fonda nella ricerca e
nella realizzazione di alcuni valori.
Coltivare il bene comune: creare
quell’insieme di condizioni sociali fondate sulla giustizia
che consentono e favoriscono lo sviluppo integrale della
persona.
La libertà: di espressione, di
pensiero, ma anche libertà dal bisogno. Alla maggioranza
degli uomini è negata l’istruzione, il lavoro, la salute,
l’alimentazione, l’acqua.
L’uso dei beni della terra: i beni
creati devono pervenire a tutti con equo criterio, guidati
dalla giustizia e dalla carità. Preoccupandoci di lasciare
alle generazioni che verranno le meraviglie del creato delle
quali anche noi godiamo. Globalizzare non solo i profitti,
spesso il frutto dello sfruttamento di milioni di uomini, ma
rendere accessibili a tutte le Nazioni la conoscenza
scientifica e il progresso tecnologico.
Spetta ad ogni cristiano coltivare la
speranza e l’impegno per l’edificazione di un mondo
migliore, giusto, libero, di pace.
Solo così la parola pace non sarà un
vuoto slogan, ma avrà valore e motivo d’essere ripetuta
nelle svariate lingue della famiglia umana. Pace, peace, paz,
paix, frieden, shalom, salam.
Stefano Salvian |