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Quest’anno, la XIX settimana sociale dei
cattolici Trevigiani, aveva come titolo “la carta del futuro”,
intendendo come carta, la Costituzione Repubblicana. La
Costituzione Italiana è nata dal pensiero, dalla riflessione e
dall’incontro di tre diverse esperienze politiche: quella
liberale, quella socialista-comunista e quella cattolica,
ispirata dalla dottrina sociale della Chiesa. Nella stesura del
testo Costituzionale, i Costituenti cattolici, tra i quali
figure come Dossetti, La Pira, Fanfani, ebbero un grande
rilievo. Possiamo pertanto affermare che i principi fondamentali
quali la libertà, i diritti e la dignità della persona, il
pluralismo, il principio della solidarietà, sono frutto e
patrimonio del pensiero e dell’impegno dei cattolici nel
sociale. Nel confronto, a volte aspro e ideologico, dei
Costituenti, la risorsa dei cattolici fu la loro preparazione,
studio ed approfondimento delle diverse realtà e la
persuasione antropologica, cioè, far comprendere
all’interlocutore che il proprio pensiero, pur derivando da
convinzioni religiose e di Credo, è per la promozione e la
dignità totale dell’uomo.
Quando la sera del 22 dicembre 1947 fu
votato il testo definitivo della Costituzione, nel silenzio
generale, Benedetto Croce, filosofo liberale, invocò il “veni
Creator Spiritus”.
Dopo sessant’anni, molti cattolici
ignorano questa feconda esperienza storica e davanti
all’incalzare di interessati mass-media che affermano che la
Costituzione è ormai superata o quantomeno vecchia, la settimana
sociale ha aiutato a comprenderne e riscoprirne l’attualità.
L’intervento dei relatori di indubbia competenza, accompagnata
dalla passione e dal coinvolgimento per il tema proposto,
seguita dagli interventi di una numerosa ed attenta assemblea,
hanno aiutato a focalizzare tre punti principali.
- La nostra Carta Costituzionale è ancora
capace di futuro, non è superata, e seppur bisognosa di
aggiornamenti e di adeguamenti, contiene i principi e le
condizioni, anche sotto il profilo giuridico istituzionale, per
poter guidare con armonia e giustizia i cambiamenti, anche
veloci, della società. Questo grazie al pensiero lungimirante
dei padri fondatori. Tra l’altro, alcune realtà, come la libertà
dal bisogno e il pieno riconoscimento della dignità umana, non
hanno ancora trovato nell’ordinamento Statale piena attuazione.
Nei valori fondamentali, sapendoli cercare e leggere, troviamo
le risposte anche a problematiche che non erano presenti al
momento della stesura della Costituzione: le biotecnologie, le
nuove tecnologie informatiche, la globalizzazione, i nuovi
poteri finanziari a livello mondiale.
- La Costituzione è costruita a partire
dalla centralità della persona e non dello Stato. E’ stato
sottolineato con forza la differenza tra l’idea di persona e di
individuo. Dobbiamo nuovamente porre al centro della vita
sociale un’alta idea della persona e della sua dignità,
requisito indispensabile per continuare a lavorare per una
società solidale e autenticamente libera. Giova ricordare che il
concetto di persona, titolare di diritti e capace di
autodisciplina, quindi riconoscere autonomamente anche i doveri,
nasce a partire dal IV secolo per opera dei Padri della Chiesa,
come conseguenza dello studio Teologico sulla Santissima
Trinità.
- Nasce la necessità di un rinnovato
impegno dei cattolici nella “Res pubblica”, cioè per la
“cosa pubblica”. Come allora una generazione di cattolici diede
un fondamentale contributo alla costruzione di una società
nuova, dopo le esperienze dello Stato liberale post-unitario e
del ventennio della dittatura fascista, così oggi è nuovamente
necessario impegnarsi per la costruzione della “città
dell’uomo”. Nuovo impegno che significa uscire dalle sacrestie
ed iniziare una riflessione ed uno studio culturale partendo
dalla questione antropologica. Il cattolico impegnato ed in
particolare quello nella politica, ha necessità di una rinnovata
tensione etica: serve molto coraggio oggi per testimoniare i
valori nei quali crediamo. Tutti siamo chiamati alla conoscenza
delle molteplici domande della società attuale e dopo attento
studio e preparazione, formulare nuovi progetti sociali alla
luce della Dottrina Sociale della Chiesa. Non possiamo
continuare ad essere appiattiti, deboli, asettici ed a
disinteressarci alla realtà contemporanea. La fedeltà al Signore
ci chiede di essere Cristiani non solo in chiesa, ma dovunque la
nostra condizione ci chiama ad operare responsabilmente:
testimoni del Vangelo, della buona novella, nella società.
Sappiamo che con le sole forze umane, questa testimonianza
diventa deludente, quando impossibile, perciò invochiamo il dono
dello Spirito del Signore, dono di fortezza e di speranza.
Stefano Salvian
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