BIANCADE - San Giovanni Battista (24 giugno)
Chiesa parrocchiale, + 1563; - abit. n. 2.850.
Via P. Bordon, 3 - 31030 - Com. Roncade, prov. Treviso, km 11 -
tel. 0422/84.90.12.
R.P.G. n. 186 - 22.09.87

Parroco: Volpato don Giuseppe, 1999.
 
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San Giovanni Battista di Biancade (TV)
ultimo aggiornamento: lunedì 07 gennaio 2008

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XIX Settimana Sociale dei Cattolici Trevigiani

Quest’anno, la XIX settimana sociale dei cattolici Trevigiani, aveva come titolo “la carta del futuro”, intendendo come carta, la Costituzione Repubblicana. La Costituzione Italiana è nata dal pensiero, dalla riflessione e dall’incontro di tre diverse esperienze politiche: quella liberale, quella socialista-comunista e quella cattolica, ispirata dalla dottrina sociale della Chiesa. Nella stesura del testo Costituzionale, i Costituenti cattolici, tra i quali figure come Dossetti, La Pira, Fanfani, ebbero un grande rilievo. Possiamo pertanto affermare che i principi fondamentali quali la libertà, i diritti e la dignità della persona, il pluralismo, il principio della solidarietà, sono frutto e patrimonio del pensiero e dell’impegno dei cattolici nel sociale. Nel confronto, a volte aspro e ideologico, dei Costituenti, la risorsa dei cattolici fu la loro preparazione, studio ed approfondimento delle diverse realtà e la persuasione antropologica, cioè, far comprendere all’interlocutore che il proprio pensiero, pur derivando da convinzioni religiose e di Credo, è per la promozione e la dignità totale dell’uomo.

Quando la sera del 22 dicembre 1947 fu votato il testo definitivo della Costituzione, nel silenzio generale, Benedetto Croce, filosofo liberale, invocò il “veni Creator Spiritus”.

 

Dopo sessant’anni, molti cattolici ignorano questa feconda esperienza storica e davanti all’incalzare di interessati mass-media che affermano che la Costituzione è ormai superata o quantomeno vecchia, la settimana sociale ha aiutato a comprenderne e riscoprirne l’attualità. L’intervento dei relatori di indubbia competenza, accompagnata dalla passione e dal coinvolgimento per il tema proposto, seguita dagli interventi di una numerosa ed attenta assemblea, hanno aiutato a focalizzare tre punti principali.

 

- La nostra Carta Costituzionale è ancora capace di futuro, non è superata, e seppur bisognosa di aggiornamenti e di adeguamenti, contiene i principi e le condizioni, anche sotto il profilo giuridico istituzionale, per poter guidare con armonia e giustizia i cambiamenti, anche veloci, della società. Questo grazie al pensiero lungimirante dei padri fondatori. Tra l’altro, alcune realtà, come la libertà dal bisogno e il pieno riconoscimento della dignità umana, non hanno ancora trovato nell’ordinamento Statale piena attuazione. Nei valori fondamentali, sapendoli cercare e leggere, troviamo le risposte anche a problematiche che non erano presenti al momento della stesura della Costituzione: le biotecnologie, le nuove tecnologie informatiche, la globalizzazione, i nuovi poteri finanziari a livello mondiale.

 

- La Costituzione è costruita a partire dalla centralità della persona e non dello Stato. E’ stato sottolineato con forza la differenza tra l’idea di persona e di individuo. Dobbiamo nuovamente porre al centro della vita sociale un’alta idea della persona e della sua dignità, requisito indispensabile per continuare a lavorare per una società solidale e autenticamente libera. Giova ricordare che il concetto di persona, titolare di diritti e capace di autodisciplina, quindi riconoscere autonomamente anche i doveri, nasce a partire dal IV secolo per opera dei Padri della Chiesa, come conseguenza dello studio Teologico sulla Santissima Trinità.

 

- Nasce la necessità di un rinnovato impegno dei cattolici nella “Res pubblica”, cioè per la “cosa pubblica”. Come allora una generazione di cattolici diede un fondamentale contributo alla costruzione di una società nuova, dopo le esperienze dello Stato liberale post-unitario e del ventennio della  dittatura fascista, così oggi è nuovamente necessario impegnarsi per la costruzione della “città dell’uomo”. Nuovo impegno che significa uscire dalle sacrestie ed iniziare una riflessione ed uno studio culturale partendo dalla questione antropologica. Il cattolico impegnato ed in particolare quello nella politica, ha necessità di una rinnovata tensione etica: serve molto coraggio oggi per testimoniare i valori nei quali crediamo. Tutti siamo chiamati alla conoscenza delle molteplici domande della società attuale e dopo attento studio e preparazione, formulare nuovi progetti sociali alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa. Non possiamo continuare ad essere appiattiti, deboli, asettici ed a disinteressarci alla realtà contemporanea. La fedeltà al Signore ci chiede di essere Cristiani non solo in chiesa, ma dovunque la nostra condizione ci chiama ad operare responsabilmente: testimoni del Vangelo, della buona novella, nella società. Sappiamo che con le sole forze umane, questa testimonianza diventa deludente, quando impossibile, perciò invochiamo il dono dello Spirito del Signore, dono di fortezza e di speranza.

 

Stefano Salvian

 

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