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ODE
ALLA VITA
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Lentamente muore chi diventa schiavo
dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi
percorsi, chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei
vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi fa della
televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una
passione,
chi preferisce il nero su bianco e i
puntini sulle 'i'
piuttosto che un insieme di
emozioni,
proprio quelle che fanno brillare
gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un
sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge
il tavolo,
chi è infelice sul lavoro, chi non
rischia la certezza per
l'incertezza,
- per
inseguire un sogno, chi non si
permette almeno una volta nella
- vita di
fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
- chi non
ascolta musica, chi non trova grazia
in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge
l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare. Muore lentamente chi passa
i giorni a lamentarsi
- della
propria sfortuna o della pioggia
incessante.
Lentamente muore chi abbandona un
progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti
che non conosce,
chi non risponde quando gli si
chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga
maggiore del semplice fatto di
-
respirare. Soltanto l'ardente
pazienza porterà al raggiungimento
- di una
splendida felicità.
Pablo Neruda
- Neftali Ricardo Reyes Basoalto
altrimenti conosciuto
- con il nome di Pablo Neruda
- Pablo Neruda è lo pseudonimo che
Neftalì Ricardo Reyes
- scelse in onore del poeta
cecoslovacco Jan Neruda (1834-1891)
- cantore della povera gente. Egli
nacque a Parral nel 1904,
- da famiglia modesta che trascorse
l'infanzia scontrosa nel piovoso,
- malinconico e selvaggio sud del
Cile; frequentò le scuole fino
- al liceo nella cittadina di Temuco e
poi l'Università a Santiago.
- 1971 Riceve il Premio Nobel per
la Letteratura.
- 1973 Muore a Santiago de Chile
il 23 settembre.
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Muere lentamente
quien se transforma en esclavo del hábito,
repitiendo todos los días los mismos trayectos,
quien no cambia de marca.
No arriesga vestir un color nuevo y no le habla
a quien no conoce.
Muere lentamente
quien hace de la televisión su gurú.
Muere lentamente
quien evita una pasión,
quien prefiere el negro sobre blanco
y los puntos sobre las "íes" a un remolino de
emociones,
justamente las que rescatan el brillo de los
ojos,
sonrisas de los bostezos,
corazones a los tropiezos y sentimientos.
Muere lentamente
quien no voltea la mesa cuando está infeliz en
el trabajo,
quien no arriesga lo cierto por lo incierto para
ir detrás de un sueño,
quien no se permite por lo menos una vez en la
vida,
huir de los consejos sensatos.
Muere lentamente
quien no viaja,
quien no lee,
quien no oye música,
quien no encuentra gracia en si mismo.
Muere lentamente
quien destruye su amor propio,
quien no se deja ayudar.
Muere lentamente,
quien pasa los días quejándose de su mala suerte
o de la lluvia incesante.
Muere lentamente,
quien abandona un proyecto antes de iniciarlo,
no preguntando de un asunto que desconoce o
no respondiendo cuando le indagan sobre algo que
sabe.
Evitemos la muerte en suaves cuotas,
recordando siempre que estar vivo exige un
esfuerzo mucho mayor
que el simple hecho de respirar.
Solamente la ardiente paciencia hará que
conquistemos
una espléndida felicidad.
Pablo Neruda
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