|
OTTOBRE di Vincenzo Cardarelli
Vincenzo Cardarelli (che
in realtà si chiamava Nazzareno Caldarelli) ) nasce a
Corneto Tarquinia il 1° maggio 1887. La madre si chiama
Giovanna Caldarelli ma sui registri dello stato civile
non risulta nessuna menzione del padre, Antonio
Romagnoli. All'origine del cambio del nome v'è
certamente una considerazione di ordine estetico perché,
per un giovane che desiderava diventare uno scrittore e
poeta famoso, doveva sicuramente suonare meglio il nome
prescelto in un secondo tempo. Ma dietro al mutamento
onomastico si nasconde il dramma del figlio illegittimo
che ha lasciato profonde tracce nelle poesie malgrado
l'orgoglioso poeta abbia cercato di dissimularlo per
quanto fosse possibile. L'innata fierezza lo portava a
non essere sincero con se stesso, a non ammettere
l'umile origine e la sua condizione di uomo costretto a
scrivere per sbarcare il lunario. Vincenzo Cardarelli
muore il 18 giugno del 1959 nell'Ospedale del
Policlinico di Roma. Riposa nel cimitero di Tarquinia,
di fronte alla Civita etrusca secondo la volontà
espressa nel proprio testamento.
|
- Ottobre
- Un tempo, era
d’estate,
- era a quel fuoco, a
quegli ardori,
- che si destava la mia
fantasia.
- Inclino adesso
all’autunno
- dal colore che
inebria,
- amo la stanca stagione
- che ha già
vendemmiato.
- Niente più mi
somiglia,
- nulla più mi consola,
- di quest’aria che
odora
- di mosto e di vino,
- di questo vecchio sole
ottobrino
- che splende sulle
vigne saccheggiate.
-
- Sole d’autunno
inatteso,
- che spendi come in un
di là,
- con tenera perdizione
- e vagabonda felicità,
- tu ci trovi fiaccati,
- vòlti al peggio e la
morte nell’anima.
- Ecco perché ci piaci,
- vago sole superstite
- che non sai dirci
addio,
- tornando ogni mattina
- come un nuovo
miracolo,
- tanto più bello quanto
più t’inoltri
- e sei lì per spirare.
- E di queste
incredibili giornate
- vai componendo la tua
stagione
- ch’è tutta una
dolcissima agonia.
|
 |
Poesie |