BIANCADE - San Giovanni Battista (24 giugno)
Chiesa parrocchiale, + 1563; - abit. n. 2.850.
Via P. Bordon, 3 - 31030 - Com. Roncade, prov. Treviso, km 11 -
tel. 0422/84.90.12.
R.P.G. n. 186 - 22.09.87

Parroco: Volpato don Giuseppe, 1999.
 
Comunità Parrocchiale
San Giovanni Battista di Biancade (TV)
ultimo aggiornamento: lunedì 07 gennaio 2008

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Giovani Biancadesi

Questa foto ci rimanda alla seconda metà degli anni 1940. La seconda guerra mondiale è da poco terminata: l’Italia è un paese distrutto, occupato dagli eserciti dei vincitori. Si ha voglia di ricominciare, di lasciare alle spalle dolorosi ricordi. Il popolo ha scelto la Repubblica e  Umberto II ha lasciato l’Italia, esule. Nella ricostruzione, morale e materiale, il Paese, può contare sull’intelligenza, lungimiranza, appassionato impegno delle migliori forze Cattoliche. Dai massimi livelli, pensiamo allo statista Alcide De Gasperi, alle singole parrocchie, è un fiorire d’iniziative e di realizzazioni.

Queste giovani Biancadesi, posano per la foto ricordo, al termine di un corso di taglio e cucito tenuto dalle, da poco nate, ACLI; acronimo delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, organizzazione fondata a Roma nel 1945 con l'obiettivo di organizzare la presenza cattolica nel mondo del lavoro. Si raccolgono attorno alle loro insegnanti, davanti alla “Casa della Dottrina Cristiana”, nelle cui aule si è tenuto il corso. Sorrisi, pettinature, abiti, scarpe, ci rimandano a quegli anni. La seconda giovane da sinistra della prima fila, fotografata di lato, sorridente, regge nella mano destra, il faticato diploma, rilasciato al termine delle lezioni. Le più giovani di queste donne ora sono nonne.

 

Questa foto e la successiva, sono tratte dall’album fotografico, della Signora Pellegrini Carla. Hanno la caratteristica di essere un autoscatto, eseguito in un luogo non comune. Siamo infatti, in un giorno dei primi anni ’50, nella cella campanaria del campanile della Chiesa di San Giovanni Battista di Biancade. I due giovani ritratti sono il Signor Silverio Pellegrini, detto Vittorio (a destra) ed il suo amico Rizzieri Danieli. La foto, oltre a mostrarci i due ardimentosi, aggrappati alle strutture portanti delle campane, mostra, in parte nascosto dal pavimento in legno, l’inizio della parte finale conica del campanile (sopra alle teste dei protagonisti). Detta parte è stata consolidata con un’armatura interna, a seguito del terremoto del 6 maggio 1976. In primo piano, a destra, la  grande campana, allora azionata tirando la fune a mano come si nota nella foto. Il Signor Vittorio Pellegrini è l’ultimo virtuoso che, in occasione della processione lungo le vie del paese in onore della “Madre del Buon Pastore”, sale ancora nella cella campanaria per percuotere le campane, ricavando un caratteristico ed inconfondibile concerto, sempre caro ed apprezzato da tutti i parrocchiani.

 

 
Foto eseguita lo scorso 12 dicembre 2004 verso la cuspide del campanile. Una catena dentata sostituisce la vecchia corda: le campane suonano, mosse da motori elettrici. Il loro suono sfida gli anni e sempre ricorda la nostra Fede Cristiana.
 

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