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I
fortunati lettori del settimanale “La vita del Popolo”
riceveranno, quale strenna natalizia, l’ultima fatica
letteraria di Gian Domenico Mazzocato: “Il ritorno”.
Un racconto breve (30 pagine)
che racconta una vicenda tragica, accaduta a Biancade, in
centro a Biancade, la sera del 24 gennaio 1881, quando a
seguito di una storia passionale, un muratore
ventisettenne, marito e padre di 3 figli, uccise una
vedova trentasettenne, madre di due figli. Per quell’omicidio,
forse non voluto intenzionalmente, il muratore scontò 30
anni di lavori forzati, gran parte della sua vita, e
ritornò libero una mattina del 25 gennaio 1911.
Un uomo diverso che aveva
espiato la sua colpa, riconoscendo la gravità del suo
gesto.
Il romanzo di Mazzocato è
stato presentato sabato scorso 17 dicembre presso la
barchessa del Castello Giustiniani-Ciani Bassetti di
Roncade.
Davanti ad un numeroso
pubblico, ben oltre le aspettative degli organizzatori, il
direttore della Vita del Popolo, dottor Lorenzo Biagi, ha
offerto la sua lettura del racconto. Un terribile fatto
accaduto in un contesto di comune ignoranza e miseria
anche morale, dalla quale l’omicida si riscatta
attraverso la lunga detenzione, il pentimento e la
richiesta di perdono. Quando torna libero tutto è
cambiato, anch’egli è cambiato e ritorna uomo redento. La
speranza cristiana che l’uomo può cambiare e attraverso
fatica ed errori diventare migliore.
L’intervento dello storico
Ivano Sartor è servito a fornire dati oggettivi per
conoscere il contesto sociale dell’epoca. Intorno agli
anni 1880, Biancade contava circa 1700 abitanti, nella
quasi totalità contadini, analfabeti. Molto diffuso era
l’alcolismo e circa il 10% dei nati era stato concepito in
relazioni extra-matrimoniali. I reati, soprattutto i
furti, ma anche gli omicidi, erano molto più numerosi dei
nostri giorni e quasi totalmente impuniti. Fino agli
albori del ‘900, una negativa congiuntura economica,
aggravò le già precarie condizioni a cui si assommò
l’arrivo della fillossera che distrusse tutti i vigneti. |
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Concludendo la serata, Gian
Domenico Mazzocato, con passione, ha ricordato che il suo
impegno di scrittore vuole ricordare le ingiuste
condizioni di vita dei nostri nonni e il cammino lungo e
faticoso per il riscatto. Non dimentichiamoci che per
decenni, per la quasi totalità della popolazione, siamo
stati emigranti, affamati, sfruttati. Chi afferma che si
stava meglio si riferisce a pochi privilegiati.
Un racconto per i Biancadesi
che desiderano conoscere e scoprire fatti lontani della
loro comunità.
Buona lettura.
Stefano Salvian |